Sintomi e trattamento della torsione cisti ovarica
Sintomi e trattamento della torsione cisti ovarica La torsione ovarica è un’emergenza ginecologica che richiede intervento immediato. Si verifica quando l’afflusso di sangue all’ovaio viene compromesso, con rischi gravi per la fertilità.
I sintomi principali includono dolore addominale improvviso, nausea e vomito. In alcuni casi, possono comparire segni di necrosi tissutale. Il 20% delle pazienti colpite è in gravidanza.
Diagnosticare rapidamente è cruciale. Trattamenti come laparoscopia o laparotomia possono salvare l’ovaio se eseguiti in tempo. Ritardare l’intervento aumenta il rischio di infertilità o peritonite.
Se avverti dolore acuto e persistente, cerca assistenza medica urgente. L’età più a rischio è tra i 29 e i 34 anni.
Cos’è la torsione cisti ovarica?
Una condizione medica rara ma pericolosa si verifica quando l’ovaio o le strutture vicine ruotano su se stesse. Questa rotazione, che può raggiungere i 720 gradi, compromette il flusso sanguigno e richiede intervento immediato.
Il meccanismo patologico coinvolge spesso un legamento allungato e una massa annessiale di almeno 5 cm. La torsione può essere completa o parziale, con effetti diversi sui tessuti.
Nel 67% dei casi, anche la tube di Falloppio è coinvolta. Si parla allora di torsione annessiale, più complessa da gestire. L’ischemia inizia con l’occlusione venosa, prima che quella arteriosa aggravi la situazione.
Le cisti ovariche fungono da “peso destabilizzante” nell’85% delle torsioni ovariche. Quelle superiori a 5 cm aumentano il rischio di 8 volte. La prima descrizione risale al 1890, grazie al lavoro di Sutton.
L’interruzione del flusso sanguigno provoca danni irreversibili se non trattata. La torsione annessiale richiede diagnosi rapide per salvare la fertilità.
Sintomi della torsione ovarica
Riconoscere i segnali d’allarme può fare la differenza. I sintomi variano in intensità, ma spesso compaiono all’improvviso. Il dolore è il campanello d’allarme più comune, seguito da disturbi gastrointestinali.
Dolore addominale improvviso e intenso
Un dolore trafittivo nell’addome inferiore è il sintomo principale. Nel 60% dei casi, colpisce il lato destro a causa della maggiore lunghezza del legamento ovarico. Può irradiarsi alla coscia o peggiorare con i movimenti. Sintomi e trattamento della torsione cisti ovarica
Il segno di Schepelmann aiuta a identificarlo: il dolore aumenta flettendo l’anca. In alcuni casi, è intermittente per torsioni spontanee che si risolvono e si ripresentano.
Nausea e vomito
Oltre al dolore, il 70% delle pazienti manifesta nausea e vomito. Questi sintomi possono essere scambiati per indigestione, ma se associati a fitte addominali, richiedono attenzione medica.
Segni di necrosi tissutale
Se il flusso sanguigno è compromesso a lungo, compaiono segni di necrosi. Febbre sopra i 38°C, sudorazione e pallore indicano un’emergenza. In questa fase, i danni potrebbero essere irreversibili.
Sintomi atipici come pollachiuria o tenesmo rettale possono confondere. È essenziale una diagnosi differenziale con appendicite o gravidanza ectopica.
Cause e fattori scatenanti
Diversi elementi possono innescare questa condizione, spesso legati a fattori anatomici o fisiologici. L’interruzione del flusso sanguigno può derivare da alterazioni strutturali o momenti di vulnerabilità ormonale.
Presenza di cisti o masse ovariche
Le cisti ovariche, specialmente se superiori a 5 cm, agiscono come pesi destabilizzanti. Dermoidi (23% dei casi) e cistoadenomi (31%) sono le tipologie più associate al problema.
La sindrome dell’ovaio iperstimolato, comune nei protocolli di fecondazione assistita, moltiplica il rischio di 6 volte. Antagonisti del GnRH possono influenzare la stabilità tissutale.
Gravidanza e trattamenti per la fertilità
Durante la gravidanza, il picco di incidenza si verifica tra la 10ª e 17ª settimana. L’aumento del corpo luteo e l’allentamento dei legamenti creano condizioni favorevoli.
Terapie per la fertilità alterano l’equilibrio ormonale. La fase post-ovulazione in cicli naturali presenta un rischio minore ma significativo.
Legamenti ovarici lunghi
Anomalie congenite del legamento sospensore sono presenti nel 12% delle pazienti. Iperlassità tissutale o iperemia gravidica riducono la stabilità anatomica.
Legamenti allungati permettono una rotazione più ampia, compromettendo l’apporto ematico. Questa condizione è spesso asintomatica fino all’evento acuto.
Fattori di rischio
Identificare i fattori che aumentano la probabilità di sviluppare questa condizione è fondamentale per la prevenzione. Alcune caratteristiche, come l’età o la presenza di masse anomale, possono elevare il rischio in modo significativo.
Età e attività riproduttiva
Le donne tra i 29 e i 34 anni sono più esposte. Questo picco coincide con gli anni di massima attività follicolare. Dati ISS indicano 3,5 casi ogni 100.000 donne/anno in Italia.
Il rischio diminuisce dopo i 40 anni, ma casi in menarca o premenopausa richiedono uguale attenzione.
Dimensioni delle masse annessiali
Masse superiori a 5 cm moltiplicano il pericolo di 4,8 volte. Quelle tra 5 e 10 cm sono le più critiche. Protocolli di monitoraggio sono essenziali per queste pazienti.
Storia clinica precedente
Il 15% delle pazienti ha una recidiva entro 5 anni. A casi di torsione bilaterale (2,4%) servono controlli ravvicinati. Interventi pelvici precedenti possono invece ridurre il rischio grazie alle aderenze. Sintomi e trattamento della torsione cisti ovarica
| Fattore | Rischio Relativo | Azioni Raccomandate |
|---|---|---|
| Età 29–34 anni | 3.5 casi/100.000 | Controlli annuali |
| Masse ≥5 cm | OR 4.8 | Monitoraggio ecografico |
| Recidiva | 15% a 5 anni | Anamnesi approfondita |
Conoscere questi elementi aiuta a personalizzare la prevenzione. Donne in età riproduttiva con masse voluminose dovrebbero privilegiare visite specialistiche.
Diagnosi della torsione ovarica
Una diagnosi rapida può salvare la fertilità e prevenire complicanze gravi. I medici combinano esami strumentali e analisi del sangue per confermare il problema. Ogni minuto conta quando il flusso sanguigno è compromesso.
Ecografia transvaginale e addominale
L’ecografia Doppler è il gold standard, con una sensibilità del 78%. Cerca l’assenza di flusso venoso o il segno del “whirlpool” per torsioni complete. Il protocollo FAST-E ottimizza l’imaging d’urgenza. Sintomi e trattamento della torsione cisti ovarica
Il power Doppler valuta il peduncolo vascolare. Masse sopra i 5 cm richiedono attenzione immediata. La TAC è utile solo per escludere altre cause di dolore.
Analisi del sangue e diagnosi differenziale
Leucociti >15.000/ml suggeriscono infezione o necrosi. Marker come LDH (>450 UI/L) e CPK aiutano a valutare i danni tissutali. Il dosaggio β-hCG esclude gravidanza ectopica. Sintomi e trattamento della torsione cisti ovarica
Sintomi e trattamento della torsione cisti ovarica Lo score di Mashiach integra dati clinici e strumentali. Confronta i risultati con appendicite o cisti rotte per evitare errori.
| Esame | Vantaggi | Limiti |
|---|---|---|
| Ecografia Doppler | Rileva assenza flusso venoso | Sensibilità 78% |
| Power Doppler | Visualizza peduncolo vascolare | Operatore-dipendente |
| Analisi del sangue | Identifica necrosi (LDH, CPK) | Leucocitosi solo nel 30% dei casi |
Trattamento e interventi
Le opzioni chirurgiche variano in base alla gravità della condizione. L’obiettivo è ripristinare il flusso sanguigno e preservare la fertilità. Intervenire entro 8 ore dall’esordio dei sintomi aumenta le probabilità di successo.
Laparoscopia: procedura e recupero
La laparoscopia è il gold standard, con un tasso di successo del 92%. Attraverso piccole incisioni, il chirurgo ruota l’ovaio in senso antiorario per ripristinare il flusso sanguigno.
Il monitoraggio intraoperatorio con fluorescenza verifica la vitalità tissutale. Dopo l’intervento, si consiglia eparina a basso peso molecolare per 7 giorni.
Laparotomia nei casi gravi
La laparotomia è riservata a pazienti con obesità grave o aderenze massive. Questa chirurgia aperta permette un accesso diretto ma richiede un recupero più lungo.
Rimozione dell’ovaio se necrotico
Nei casi avanzati (10-15%), l’ooforectomia è necessaria per evitare sepsi. La fertilità può ridursi del 35-40%, ma approcci conservativi sono preferiti in età prepuberale.
Agire tempestivamente: quando cercare aiuto medico
Agire subito può prevenire gravi conseguenze. Il 30% delle diagnosi iniziali è errato, ritardando il trattamento. In casi estremi, la sepsi ha una mortalità dello 0,3%.
Dolore intenso resistente agli antidolorifici o vomito biliare sono emergenze. Segui il protocollo SIAARTI per triage rapido. Un team multidisciplinare (ginecologo + chirurgo) ottimizza gli esiti.
Le complicazioni tardive includono ascessi o aderenze. Controlli ecografici a 48 ore e 3 mesi sono vitali. Donne ad alto rischio beneficiano di programmi di prevenzione.
Non ignorare i sintomi. Cerca attenzione medica immediata per salvaguardare la salute riproduttiva.







