Cisti Ovarica in Gravidanza: Cause, Sintomi e Soluzioni
Cisti Ovarica in Gravidanza: Cause, Sintomi e Soluzioni Le formazioni cistiche alle ovaie rappresentano una condizione comune, che può manifestarsi anche in gravidanza. Nella maggior parte dei casi, si tratta di cisti funzionali, come il corpo luteo, che tendono a risolversi spontaneamente entro poche settimane.
Secondo recenti dati, queste formazioni interessano lo 0,2-2% delle gestanti. Fortunatamente, oltre il 95% sono benigne, mentre solo una minima percentuale richiede ulteriori accertamenti.
L’ecografia gioca un ruolo cruciale nella diagnosi e nel monitoraggio. Grazie a controlli periodici, è possibile valutare l’evoluzione e scegliere l’approccio più adatto, che può essere conservativo o interventistico.
In questo articolo, esploreremo cause, sintomi e opzioni di gestione, con informazioni basate su evidenze scientifiche.
Introduzione alle cisti ovariche in gravidanza
Le ovaie possono sviluppare formazioni liquide, spesso riscontrate anche in gestazione. Queste sacche, chiamate cisti funzionali, sono legate al ciclo mestruale e di solito scompaiono da sole. Solo in rari casi richiedono attenzione medica.
Cosa sono le cisti ovariche?
Le cisti sono piccole sacche piene di liquido che si formano sulle ovaie. Si distinguono in due tipi principali:
- Funzionali: Legate all’ovulazione (es. corpus luteum), rappresentano il 70% dei casi.
- Patologiche: Più rare, come cistoadenomi o endometriomi.
Nella maggior parte dei casi, non causano sintomi e vengono scoperte durante un’ecografia di routine.
Incidenza e frequenza
Circa il 2% delle gestanti sviluppa masse annessiali. Ecco i dati chiave:
- 90% sono benigne e regrediscono entro il secondo trimestre.
- Il corpus luteum è comune fino alla 10ª settimana.
- Fattori di rischio: età avanzata o storia di endometriosi.
Grazie alle moderne tecniche di imaging, oggi è possibile monitorarle con sicurezza.
Tipi di cisti ovariche durante la gravidanza
Esistono diverse tipologie di masse ovariche che possono comparire in gravidanza. Queste si classificano in funzionali e patologiche, ognuna con caratteristiche distinte.
Cisti funzionali: follicolari e del corpo luteo
Le cisti funzionali sono legate al ciclo riproduttivo. Il corpus luteum, ad esempio, è comune fino alla 10ª settimana. Appare all’ecografia come una struttura tondeggiante con pareti sottili.
Queste formazioni spesso regrediscono spontaneamente. Il tempo medio di risoluzione è di 8-12 settimane. Raramente superano i 5 cm di diametro.
Cisti patologiche: dermoidi, endometriomi e cistoadenomi
Le dermoid cysts contengono tessuti come capelli o grasso. All’ecografia, hanno una tipica struttura eterogenea. La diagnosi è certa con 2/3 criteri ecografici.
Gli endometrioma possono modificarsi in gravidanza. Mostrano pareti spesse e scarso blood flow. Raramente causano complicanze.
I cystadenomas variano da 5 a 20 cm. Hanno pareti lisce e contenuto liquido. In casi estremi, possono portare a ovarian torsion.
Cause delle cisti ovariche in gravidanza
Il progesterone e gli estrogeni svolgono un ruolo chiave nella comparsa di queste formazioni. Durante la gestazione, gli squilibri ormonali possono alterare il tessuto ovarico, portando a sviluppare sacche liquide.
Il ruolo del corpo luteo
Il corpus luteum è essenziale per mantenere la gravidanza iniziale. Produce progesterone fino al secondo trimestre, sostenendo l’endometrio.
In alcuni casi, persiste oltre le 16 settimane. Questa condizione è più comune dopo terapie per la fertilità, che stimolano l’ovaio.
Fattori ormonali e preesistenti
Alti livelli di progesterone possono modificare strutture come gli endometriomi. Anche la decisualizzazione (trasformazione dell’endometrio) gioca un ruolo.
Condizioni come la PCOS o l’endometriosi aumentano il rischio. Anche fattori genetici influenzano le cisti dermoidi, che contengono tessuti eterogenei.
Le cisti tecaluteiniche, legate a elevati livelli di hCG, possono persistere dopo il parto. Queste sono spesso associate a gravidanze multiple.
Sintomi delle cisti ovariche in gravidanza
Circa il 15-20% delle donne in attesa manifesta sintomi legati a queste formazioni. La maggior parte sono lievi, ma alcuni richiedono attenzione medica.
Dolore pelvico e addominale
Il dolore è il sintomo più comune. Si presenta come:
- Una sensazione di peso al basso ventre.
- Fitte acute su un lato, spesso destra.
- Irradiazione alla schiena o alle cosce.
Se persiste oltre 48 ore, è meglio consultare un medico. Differisce dalle contrazioni uterine per localizzazione e intensità.
Segni di complicazioni: rottura o torsione
La rottura causa dolore improvviso e sanguinamento. La torsione è un’emergenza chirurgica. Ecco come distinguerle:
| Complicazione | Sintomi | Azioni Urgenti |
|---|---|---|
| Rottura | Dolore acuto, nausea, vertigini | Monitorare pressione e frequenza cardiaca |
| Torsione | Dolore lancinante, febbre, vomito | Intervento chirurgico immediato |
Sintomi allarmanti includono tachicardia o ipotensione. In questi casi, è necessario recarsi al pronto soccorso.
Diagnosi delle cisti ovariche in gravidanza
Identificare una formazione annessiale in gestazione richiede tecniche di imaging specifiche. I protocolli moderni combinano sicurezza per il feto e precisione diagnostica.
Ecografia: metodica fondamentale
L’ultrasound transvaginale offre una risoluzione ottimale nel primo trimestre. Secondo gli studi, ha una sensibilità dell’85-90% nel distinguere lesioni benigne.
I criteri IOTA aiutano nell’analisi:
| Parametro | Benigno | Sospetto |
|---|---|---|
| Pareti | Lisce e sottili | Irregolari/spesse |
| Flusso sanguigno | Moderato (Doppler) | Caotico |
| Contenuto | Omogeneo | Solido/eterogeneo |
Nel terzo trimestre, la valutazione può risultare più complessa. L’utero ingrossato riduce la visibilità.
Risonanza magnetica per casi dubbi
La MRI è indicata quando:
- Le dimensioni superano 10 cm
- L’ecografia non fornisce diagnosi certa
- Si sospettano tumors borderline
Considerata sicura dal secondo trimestre, non utilizza radiazioni ionizzanti. Offre dettagli sui tessuti molli con precisione millimetrica.
Gestione delle cisti ovariche durante la gravidanza
La gestione delle formazioni annessiali in gestazione richiede un approccio personalizzato. La scelta tra monitoraggio e intervento dipende da dimensioni, sintomi e rischio di complicanze. Protocolli moderni bilanciano sicurezza materna e fetale.
Monitoraggio con ecografie regolari
L’ultrasound è lo strumento principale per il follow-up. Formazioni sotto i 5 cm vengono controllate ogni 4-6 settimane. Nel secondo trimester, la risoluzione spontanea è comune.
Per cisti complesse, si usano algoritmi basati su:
- Dimensioni e crescita nel tempo.
- Caratteristiche ecografiche (pareti, flusso sanguigno).
- Sintomi associati (dolore persistente).
Quando è necessario l’intervento chirurgico?
La surgery è indicata per:
- Dolore intrattabile o sospetta torsione.
- Dimensioni >8 cm con crescita rapida.
- Rischio di malignità (raro in gravidanza).
Il timing ottimale è tra le 16-20 settimane. Tecniche laparoscopiche mini-invasive riducono il rischio di prematurità.
Complicazioni delle cisti ovariche in gravidanza
Sebbene la maggior parte delle formazioni annessiali in gestazione siano benigne, alcune possono presentare complicazioni che richiedono attenzione immediata. Queste situazioni, sebbene rare, possono influenzare sia la salute materna che quella fetale.
Rottura della cisti
La rottura spontanea si verifica nel 3-5% dei casi. I sintomi principali includono:
- Dolore addominale acuto e improvviso
- Sanguinamento (bleeding) interno
- Nausea o vertigini
In caso di emoperitoneo, può essere necessario un intervento per stabilizzare la paziente. Il monitoraggio fetale è essenziale per valutare eventuali ripercussioni.
Torsione ovarica: un’emergenza medica
Questa emergenza si verifica più spesso con formazioni superiori a 5 cm. I segni caratteristici sono:
- Dolore lancinante unilaterale
- Nausea e vomito persistenti
- Sensibilità addominale alla palpazione
L’intervento chirurgico entro 6-8 ore può salvare l’ovaio. La laparoscopia è la tecnica preferita, con rischio minimo per il feto.
| Complicazione | Fattori di rischio | Azioni immediate |
|---|---|---|
| Rottura | Dimensioni >8 cm, trauma addominale | Monitoraggio emodinamico, ecografia |
| Torsione | Cisti mobili, gravidanza multipla | Intervento chirurgico urgente |
Trattamento delle cisti ovariche in gravidanza
Gli approcci terapeutici variano in base a dimensioni e sintomi. L’80% delle formazioni si risolve spontaneamente con un approccio conservativo, mentre il restante 20% può richiedere chirurgia. La scelta dipende da fattori come rischio di complicanze e benessere fetale.
Approccio conservativo: osservazione e riposo
Il monitoraggio è indicato per formazioni inferiori a 5 cm e asintomatiche. Include:
- Ecografie ogni 4-6 settimane per valutare la regressione.
- Riposo pelvico: evitare sforzi fisici intensi.
- Gestione del dolore con paracetamolo, sicuro in gravidanza.
Secondo gli studi, questo metodo ha un tasso di successo dell’80%. Rare complicanze includono rottura o torsione.
Intervento chirurgico: laparoscopia vs laparotomia
La chirurgia è riservata a casi complessi. Ecco i criteri principali:
| Tecnica | Vantaggi | Rischi |
|---|---|---|
| Laparoscopia | Incisioni minori, recupero rapido | Rischio torsione uterina ( |
| Laparotomia | Accesso diretto per cisti grandi | Maggior dolore post-operatorio |
L’intervento ideale è tra la 16ª e 20ª settimana. L’uso di tocolitici riduce il rischio di contrazioni premature.
Cosa aspettarsi con una cisti ovarica in gravidanza
La maggior parte delle formazioni ovariche in gestazione ha un’evoluzione favorevole. Il 95% delle cisti funzionali si risolve spontaneamente entro il secondo trimestre.
Il rischio di recidiva è basso (10-15%). Formazioni complesse possono richiedere un follow-up post-partum con ecografia di controllo.
Queste strutture raramente influenzano il parto. Solo casi eccezionali necessitano di taglio cesareo programmato.
Per prevenire recidive, si consigliano stili di vita equilibrati. Una consulenza genetica è utile per forme legate a sindromi ereditarie.







